Come leggere le etichette alimentari

“Sai davvero cosa c’è nel tuo piatto? Dietro le etichette dei prodotti alimentari si nascondono spesso informazioni che potrebbero sorprenderti.”

“Quante volte hai scelto un prodotto pensando fosse sano, solo per scoprire poi di aver fatto un errore? Le etichette alimentari possono essere ingannevoli, ma con le giuste conoscenze potrai fare scelte più consapevoli.”

Come orientarsi tra le miriadi di ingredienti, spesso incomprensibili e con nomi strani? In questo articolo ti guideremo alla scoperta degli ingredienti da tenere d’occhio e ti forniremo gli strumenti necessari per decifrare le etichette e scegliere alimenti più sani.

Cosa sono gli zuccheri nascosti?

Sono tutti quegli zuccheri aggiunti durante il processo di produzione di un alimento, soprattutto confezionato, e che si sommano a quelli già naturalmente presenti nell’alimento stesso.

Dove si nascondono?

Gli zuccheri nascosti si celano dietro nomi diversi e possono essere presenti in alimenti che non sospetteresti mai:

  • Bevande: succhi di frutta, bevande energetiche, tè pronti, soft drink.
  • Prodotti da forno: pane bianco, biscotti, merendine, torte, croissant.
  • Cereali: muesli, cereali per la colazione, barrette energetiche.
  • Yogurt: soprattutto quelli aromatizzati e con frutta.
  • Salse e condimenti: ketchup, maionese, sughi pronti.
  • Alimenti trasformati: piatti pronti, snack, zuppe in scatola.

Come riconoscerli?

Sulle etichette, gli zuccheri nascosti possono nascondersi dietro una miriade di nomi. Ecco alcuni dei più comuni:

  • Zuccheri semplici: glucosio, fruttosio, saccarosio.
  • Sciroppi: sciroppo di glucosio, sciroppo di fruttosio, sciroppo d’acero.
  • Altri nomi: maltodestrine, destrosio, succo di frutta concentrato, melassa.

Zuccheri Nascosti: Attenzione alle trappole!

Lo zucchero, sotto le sue mille forme, è uno degli ingredienti più subdoli presenti negli alimenti processati. Oltre al classico saccarosio, esistono moltissimi altri nomi che nascondono la presenza di zuccheri aggiunti:

  • Fruttosio: Si trova nella frutta, ma viene spesso aggiunto a molti prodotti industriali per dolcificare.
  • Sciroppo di glucosio: Ottenuto dall’amido di mais, è un dolcificante molto utilizzato nell’industria alimentare.
  • Maltosio: Presente nei cereali maltosi e nei prodotti a base di malto.
  • Destrosio: Un altro tipo di zucchero semplice, spesso usato come dolcificante.

Al supermercato provate a guardare l’etichetta di un hamburger scoprirete che la percentuale di carne varia dal 75% al 95%.

Infatti a leggere bene le etichette si scopre che non si tratta di carne ma di preparazioni di carne, una denominazione che rivela l’utilizzo di altri ingredienti.

Quali? Principalmente acqua e pangrattato, ma anche, a seconda dei prodotti, farina di soia, fibra vegetale, estratto di lievito, additivi, aromi… Tutti ingredienti che permettono di dare al prodotto sapore, peso e consistenza risparmiando sulla materia prima più nobile, la carne appunto.

Tra gli ingredienti potreste trovare anche un «preparato» a base di acqua, aromi, spezie e saccarosio, che è lo zucchero da tavola.

Zucchero nella carne? 

Sì, se è per questo anche nell’insalata di mare che si compra al banco frigo. E nel pane in cassetta. E in molti altri cibi, dagli insaccati alle salse.

Per esempio nel prosciutto cotto, nello speck, nella bresaola, nei sughi pronti e nel pesto si trova il «destrosio» o «glucosio», un composto lievemente meno dolce del saccarosio usato dall’industria alimentare per ammorbidire e migliorare il sapore nel caso in cui la materia prima non sia eccellente .

Vi siete mai soffermati ad annusare l’odore del pane in

 cassetta? 
Lo sapevate che nel pane in cassetta vi è la presenza dell’alcol etilico che viene utilizzato come antimuffa. È volatile, non fa male, ma l’odore si sente, inoltre c’è l’amido (di mais, di riso, di patata…) che si usa come addensante in cibi in cui non ci si aspetterebbe di trovare dei carboidrati, per esempio yogurt e affettati.
E tutti quei prodotti come yogurt, succhi di frutta, dolci — in cui oltre allo zucchero (saccarosio) si leggono ingredienti come estratto d’uva, sciroppo d’acero, sciroppo di mais, purea di mela, sono zuccheri anche quelli, estratti dalla frutta …Attenzione !

L’estratto di lievito, che è sale è un altro ingrediente in incognito. C’è

 nei brodi pronti, nelle zuppe, nelle pizze e nelle focacce confezionate. In pratica è sale: si tratta di un additivo ottenuto dalla fermentazione del lievito, è un esaltatore di sapidità che va ad aumentare la quantità di sodio nel cibo.

Non c’è nessun obbligo, inoltre, di scrivere zucchero se si sta usando succo d’uva e, si sa, il succo d’uva attira di più. Caseine del latte nella pasta fresca. Qualche esempio: se nel ripieno della pasta fresca trovate, in alto nella lista degli ingredienti, le caseine del latte (proteine del siero del latte usate come stabilizzanti), significa che il produttore ha voluto risparmiare usando poca farcitura.
Anche le miscele di destrosio, amido e acqua negli insaccati e nella carne sono indice di una qualità dubbia. Meglio scegliere i salumi Igp, almeno hanno un disciplinare, che dà un’altra indicazione: cambiate spesso marca dello stesso prodotto, almeno la formulazione sarà un po’ diversa.

Grassi: Buoni o cattivi?

Non tutti i grassi sono uguali. Alcuni sono essenziali per il nostro organismo, mentre altri possono nuocere alla salute. Ecco i principali da tenere sotto controllo:

  • Grassi saturi: Presenti principalmente in alimenti di origine animale (carne rossa, latticini grassi, burro), possono aumentare il livello di colesterolo nel sangue.
  • Grassi trans: Prodotti industrialmente, sono presenti in molti alimenti processati (margarine, snack, prodotti da forno industriali) e aumentano il rischio di malattie cardiovascolari.

Quali grassi scegliere? Privilegia i grassi insaturi, presenti in oli vegetali (olio d’oliva, olio di semi), avocado, noci e semi.

Ricorda: Un’alimentazione sana ed equilibrata è fondamentale per il nostro benessere. Non lasciarti ingannare dalle etichette e scegli consapevolmente ciò che porti in tavola.

Perché le spremute fresche possono non essere sempre così salutari come sembrano?

  • Perdita di vitamine: Alcuni nutrienti, come la vitamina C, sono sensibili all’ossidazione e possono deteriorarsi rapidamente una volta che la frutta viene tagliata e spremuta.
  • Alto contenuto di zuccheri: Sebbene gli zuccheri presenti nelle spremute siano naturali, un consumo eccessivo può contribuire all’aumento di peso e ad altri problemi di salute.
  • Assenza di fibre: Durante la spremitura, la fibra viene eliminata. La fibra è importante per la digestione e la sensazione di sazietà.
  • Provenienza della frutta: La qualità della frutta utilizzata per la spremuta è fondamentale. Frutta fresca, matura e di stagione garantirà un prodotto più gustoso e nutriente.
  • Igiene: La pulizia degli strumenti utilizzati per la spremitura (spremiagrumi, bicchieri) è essenziale per evitare la contaminazione da batteri.
  • Conservazione: Una volta preparata, la spremuta dovrebbe essere consumata immediatamente per evitare l’ossidazione e la proliferazione batterica.
  • Aggiunta di altri ingredienti: Se alla spremuta vengono aggiunti altri ingredienti (zucchero, sciroppo, latte), è importante leggere attentamente l’etichetta per conoscere la composizione nutrizionale del prodotto finale.

Cosa fare per consumare spremute fresche in modo sano?

  • Scegli frutta di stagione: La frutta di stagione è generalmente più gustosa e nutriente.
  • Prepara la spremuta al momento: Consuma la spremuta subito dopo averla preparata per preservare al meglio le sue proprietà nutritive.
  • Aggiungi semi o frutta secca: Questi alimenti forniscono fibre e grassi sani, bilanciando l’apporto di zuccheri.
  • Limita il consumo di spremute: Non eccedere con le quantità e alterna le spremute con altri alimenti, come frutta intera, verdura e yogurt.

Gli Additivi Alimentari: Un’Approfondita Analisi :

Quali sono i principali tipi di additivi?

  • Conservanti: Impediscono la proliferazione di batteri, muffe e lieviti, prolungando la durata di conservazione. Esempi: benzoato di sodio (E211), sorbato di potassio (E202).
  • Coloranti: Modificano o intensificano il colore naturale degli alimenti. Possono essere naturali (es. caroteni, curcumina) o artificiali (es. tartrazina, eritrosina).
  • Antiossidanti: Prevengono l’ossidazione, mantenendo il colore e il sapore degli alimenti. Esempi: acido ascorbico (vitamina C), tocoferoli (vitamina E).
  • Emulsionanti: Consentono di miscelare ingredienti che normalmente non si mescolerebbero, come olio e acqua. Esempio: lecitina di soia.
  • Addensanti: Aumentano la viscosità degli alimenti, rendendoli più densi. Esempi: amido, gomma di guar.

Acidificanti: Regolano l’acidità degli alimenti. Esempio: acido citrico. Dolcificanti: Rendono gli alimenti più dolci, spesso utilizzati nei prodotti light o dietetici. Esempi: aspartame, sucralosio.

Esaltatori di sapidità: Intensificano il sapore degli alimenti. Esempio: glutammato monosodico (GMS).

Salame di lenticchie

Ingredienti:

  • Lenticchie rosse decorticate
  • Cipolla
  • Carota
  • Sedano
  • Pangrattato
  • Origano
  • Prezzemolo
  • Olio extravergine d’oliva
  • Sale
  • Pepe

Preparazione:

  1. Cuoci le lenticchie.
  2. Soffriggi le verdure tritate.
  3. Unisci le lenticchie alle verdure, aggiungi il pangrattato, le spezie e amalgama bene.
  4. Forma un salame e cuocilo in forno o in padella.

Consumo consapevole:

È consigliabile leggere attentamente le etichette e preferire alimenti con pochi additivi o additivi naturali.

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