Il carnevale: storia, significato e origini

https://amzn.to/2Rx0ApZ

Il termine “carnevale” deriva dalla locuzione latina carnem levare – ovvero, letteralmente, “privarsi della carne” – che si riferiva all’ultimo banchetto che tradizionalmente si teneva l’ultimo giorno prima di entrare nel periodo di Quaresima e quindi nel “martedì grasso” che precedeva il “mercoledì delle ceneri”. Il martedì grasso è da sempre l’occasione per gustare i dolci tipici del carnevale .

Si tratta, dunque, di una festa tipica dei Paesi a tradizione cattolica anche se, come spesso accade, la sua saga è stata “rielaborata” a partire da pratiche ben più antiche. Per esempio nell’Antico Egitto erano soliti tenersi periodi di festa in onore della dea Iside durate i quali si registrava la presenza di gruppi mascherati; una consuetudine simile a quelle delle feste in onore del dio Dioniso in Grecia e dei “saturnali” romani, che avevano in comune, oltre che l’uso del travestimento, il fatto di rappresentare un temporaneo “rovesciamento dell’ordine precostituito”, da cui la pratica dello scherzo ed anche della dissolutezza.

Il carnevale: origine e diffusione

Fu su questo substrato – peraltro comune anche ad altre civiltà assai diverse da quelle europee – che l’Europa cattolica rielaborò la festa del carnevale dandogli un significato all’interno del calendario cristiano. Le prime testimonianze dell’uso del termine nel significato con cui oggi lo conosciamo, risalgono al XIII secolo sia nella zona di Firenze che in quella di Roma. Ben presto divenne tradizione in quasi tutta la nostra penisola e si espanse in tutto il mondo cristiano del tempo.
Essendo legato all’inizio della Quaresima e quindi alla data della Pasqua, la collocazione precisa del carnevale nel calendario varia di anno in anno .

In Italia, il carnevale è particolarmente sentito e festeggiato in molte città, con tradizioni e manifestazioni uniche. Alcuni dei carnevali più famosi e importanti a livello nazionale sono:

  • Carnevale di Venezia: è uno dei più antichi e famosi al mondo, noto per le sue maschere elaborate e i costumi storici. La città si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto, con feste in piazza, balli in maschera e sfilate di gondole.
  • Carnevale di Viareggio: è famoso per i suoi carri allegorici giganti in cartapesta, che rappresentano personaggi famosi e temi di attualità con satira e umorismo. Le sfilate dei carri sono accompagnate da musica, balli e spettacoli pirotecnici.
  • Carnevale di Ivrea: è unico nel suo genere per la sua “battaglia delle arance”, una sfida a colpi di arance tra squadre di “aranceri” a piedi e carri trainati da cavalli, che rappresenta una rivolta popolare medievale.
  • Carnevale di Putignano: è uno dei più antichi d’Italia, con una tradizione che risale al 1394. È noto per le sue maschere tradizionali, come il “Farinella”, e per i suoi carri allegorici.
  • Carnevale di Acireale: è famoso per i suoi carri fioriti, decorati con fiori veri, e per le sue sfilate di gruppi mascherati. La città si trasforma in un giardino fiorito, con profumi e colori intensi.
  • Carnevale di Fano: è uno dei più antichi d’Italia, con una tradizione che risale al 1347. È noto per il suo “getto”, il lancio di dolciumi sul pubblico durante le sfilate dei carri.
  • Carnevale di Cento: è gemellato con il carnevale di Rio de Janeiro e si ispira alle sue tradizioni, con carri allegorici colorati, ballerine in costume e musica brasiliana.
  • Carnevale di Mamoiada: è un carnevale tradizionale sardo, con maschere di legno e pelli di pecora che rappresentano figure ancestrali legate alla natura e alla pastorizia.
  • Carnevale di Oristano: è un altro carnevale tradizionale sardo, con una giostra equestre chiamata “Sa Sartiglia”, in cui i cavalieri cercano di infilzare una stella appesa a un filo con la spada.

Da segnalare anche la tradizione del carnevale Ambrosiano, la cui particolare durata – finisce infatti con il “sabato grasso” quattro giorni dopo rispetto al tradizionale martedì – sembra risalire ad un pellegrinaggio del vescovo Sant’Ambrogio che aveva annunciato il suo ritorno “In tempo per celebrare con i milanesi le ceneri”. A causa del suo ritardo, la popolazione posticipò il rito alla domenica successiva per attendere il suo Pastore, “modificando” la consuetudine carnevalesca.

Un commento

Lascia un commento